FORUM «IRC»
 
 
Anno I - numero 2 - dicembre 2016 |07.02.2017
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L’Istituto di Catechetica (ICA), a partire dal 2014, ha avviato una progettazione triennale dedicata all’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), in particolare alla formazione in servizio dei Docenti di religione di ogni ordine e grado. Le iniziative si collocano nel fecondo solco di attività dedicate all’istruzione religiosa, all’educazione religiosa e alla pedagogia religiosa, che per oltre un trentennio hanno visto l’ICA in prima fila, in particolare attraverso la preziosa dedizione del compianto Prof. Zelindo Trenti.


L’offerta formativa e articolata in un Seminario di Studio preparatorio (destinato a Ricercatori, Esperti e Cultori della materia), un Convegno e un Corso residenziale, aperti a Insegnanti di Religione di ogni ordine e grado di scuola; tutte e tre le iniziative sono a carattere nazionale.


La tematica generale del triennio –“Educazione, apprendimento e insegnamento della religione” – accosta l’insegnamento religioso con attenzione particolare ad aggiornate questioni scolastiche e nel quadro generale di un’attenta riflessione pedagogica, in modo da offrire un qualificato contributo al decennio in corso, dedicato per l’appunto all’educazione.


La prima annualità è stata riservata a osservare la situazione dell’istruzione religiosa (sul triplo versante degli studenti, dei docenti e della disciplina) e a sottolinearne le prospettive educative. Il secondo momento ha concentrato l’attenzione sulle due situazioni dell’educazione e dell’apprendimento, sempre riferite all’insegnamento della religione. La finalita e stata quella di tematizzarne in maniera aggiornata la differenza e complementarita, sia in un quadro pedagogico generale, sia in un approccio didattico specifico, per cogliere risorse, apporti, problemi e limiti. La terza tappa è tutta dedicata al tema della cittadinanza, dell’articolazione dei valori e dell’educazione.


Il presente numero della Rivista intende offrire all’attenzione dei lettori la riflessione proposta da studiosi ed esperti in occasione del Corso IRC 2016, tenutosi dal 3 al 9 luglio presso l’Hotel S. Chiara di Chianciano Terme.3 Il tema – “Progetto educativo e IRC” – risponde alla logica del percorso formativo, poiche cerca di evidenziare come il lavoro scolastico – e quindi l’insegnamento della religione –si muova in un orizzonte di relazioni educative, che vedono protagonisti allievi, insegnanti e la disciplina stessa. Gli esiti positivi e le ripercussioni problematiche non sono mai unidirezionali; il profilo di cio che accade a scuola non e statico ma processuale; il ≪gioco  apprendimento/insegnamento non riguarda solo lo studente, ma tutti gli attori in campo, compresa la stessa disciplina; le condizioni culturali, contestuali e quelle strutturali di esercizio del lavoro scolastico e dell’istruzione religiosa hanno ripercussioni positive e negative nell’esito dei processi educativi ed apprenditivi. L’insegnamento della religione puo svolgere un ruolo originale e critico in un quadro scolastico che va modificandosi e pone l’accento in maniera esigente su questioni a cui viene dato un nome nuovo, ma che non sempre sono novita in senso assoluto.


Ecco perche la prospettiva e quella dell’educar-ci nelle situazioni tipicamente scolastiche, facendo eco al tema del Convegno IRC, realizzato nel mese di marzo 2016.


Collocare l’IRC in un percorso educativo richiede una visione progettuale, che valorizza un approccio pluridisciplinare in una fondata cornice epistemologica. In questa linea J.L. Moral segnala che viviamo una mutazione culturale senza precedenti e, quindi, abbiamo bisogno di ripensare l’antropologia, l’umanesimo, la religione, l’educazione e la scuola. Ripensare per ricostruire: un’antropologia che consideri l’uomo come ≪animale simbolico≫, come liberta, linguaggio e relazione; un umanesimo nel pluralismo contemporaneo; un’educazione e una scuola che cercano un progetto comune, l’affermazione cioe dell’≪umano autentico≫ a partire dalla dignità universale e dai diritti umani. Il contributo di G. Usai evidenzia che il rinnovamento dell’educazione religiosa e caratterizzato dalla valorizzazione della religione come risorsa umanizzante, che getta nuova luce anche sull’apprendimento di contenuti, sull’esercizio di abilita e lo sviluppo di competenze specifiche. Si presentano nuove sfide sul versante ermeneutico, pedagogico ed etico. Giacche lo studio del mondo religioso richiede un approccio multidimensionale e confluisce in una vasta azione educativa, viene offerta una definizione dell’educazione che ne esprima i tratti consoni all’esperienza scolastica e che possa supportare adeguatamente l’istruzione religiosa.


Sul versante psico-pedagogico tre interventi forniscono basi argomentate ad un agire educativo e scolastico efficace. Z. Formella propone come base teorica per organizzare un intervento psico-educativo il contributo di U. Bronfenbrenner, sottolineando il legame tra la qualità della relazione educativa e il livello dell’apprendimento, per cui il segreto del successo scolastico e riconducibile in buona misura alle qualità complessive dell’insegnante. Altro riferimento a un modello di agire educativo e quello offerto da D. Grząziel, che concentra l’attenzione sulla “razionalità ctnologica”, evidenziandone risorse e limiti dell’applicazione in campo educativo, grazie a una lettura in prospettiva antropologica. Anche G. Cursio fa riferimento a un approccio teorico, quello dello studioso P. Meirieu, e alla teoria dei compiti di sviluppo, presente nella ricerca di P. Gambini, per esplorare termini fortemente connessi con l’educazione: progetto, cambiamento, studente. I compiti di sviluppo possono essere interpretati come “domande educative implicite” in base alle quali progettare le esperienze di apprendimento scolastico e la “scrittura del diario” puo divenire un’efficace strategia per il cambiamento.


L’area didattica e stata esplorata più direttamente attraverso altri tre contributi. Partendo dalla necessità che i docenti siano in grado di progettare un curricolo di insegnamento e dall’osservazione che i singoli non sempre hanno sviluppato competenze specifiche, M. Pellerey offre suggerimenti operativi, non solo per individuare valide metodologie, ma soprattutto per realizzare una progettazione in maniera efficace e sistematica. Spostando l’attenzione piu direttamente sull’insegnamento della religione cattolica e facendo riferimento alle Indicazioni Nazionali per l’IRC, C. Carnevale sottolinea come l’obiettivo dello sviluppo delle specifiche competenze proietta l’insegnamento della religione in un orizzonte educativo. Infatti la costante educativa, che fa da sfondo ai percorsi di IRC per i diversi gradi scolastici, trova la sua configurazione tra gli ambiti riguardanti la persona, l’esistenza, il linguaggio religioso e l’interpretazione della realta.


Secondo M. Wierzbicki l’insegnamento della religione deve svolgersi a partire dalle competenze di base della disciplina e dalla conoscenza dei modelli e degli schemi linguistici fondamentali per esprimere il trascendente. La capacita umanizzante della religione, insieme con la flessibilita dei processi di apprendimento, l’integrazione e l’interdisciplinarieta sostengono gli insegnanti ad aprirsi sempre piu all’innovazione delle conoscenze e delle competenze.


Infine, il contributo di Corrado Pastore completa la visione d’insieme attorno al “ progetto educativo e IRC”, spostando l’attenzione sull’educazione nella Bibbia: tema importante anche se non molto studiato. Attraverso un breve e documentato excursus sui contesti educativi e i principali concetti pedagogici presenti nel testo biblico, si ricava il nodo in cui Dio ha cercato di educare il popolo d’Israele e Gesù i suoi discepoli. L’attenzione e volutamente spostata dalla concreta cornice storico-culturale che ha prodotto il testo alla radice del suo contenuto e quindi allo “stile educativo”, al “metodo educativo”, all’itinerario di approccio alla vita. La visione d’insieme delle cose, la lettura sapienziale del mondo, il metodo per accostare proficuamente e costruttivamente la realtà esattamente ciò a cui in fondo dovrebbe mirare apprendimento/insegnamento, ciò a cui educativamente offre il suo specifico contributo l’IRC, ciò a cui vorrebbe lavorare la scuola italiana, quando cerca di applicarsi alla questione dell’“innovazione” e delle “competenze”.


 


I MEMBRI DELL’STITUTO DI CATECHETICA


catechetica@unisal.it


 


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18-19 marzo 2017
Convegno di aggiornamento IRC |24.03.2017
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SCARICA I MATERIALI DEL CONVEGNO:


LIBRETTO IRC 18-19.03.2017

 
Seminario di Pedagogia Religiosa - 17 marzo 2017 Educazione Religiosa nell’ ICa: un percorso storico |24.03.2017
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Obiettivo del Seminario: raccogliere l’eredità del lavoro sviluppato dall’Istituto di Catechetica (ICa) nel campo della Pedagogia religiosa e collocarlo in un nuovo orizzonte, che serva da cornice per la progettazione futura.


Il Seminario volle anche fare memoria di don Zelindo Trenti, professore all’ICa, ad un anno dalla sua morte.


Il Seminario si  è svolto il pomeriggio del 17 marzo 2017 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 nella sala Artemide Zatti.


Parteciparono una sessantina di persone, professori e studenti.


Dopo il saluto del Rettore, don Mauro Mantovani, e la presentazione dei lavori da parte del prof. Miroslaw Wierzbicki, fu dato spazio a tre contributi.


-  Sergio CIcatelli  tratteggiò: “L’evoluzione dell’insegnamento della Religione in Italia dal Concordato del 1984”. Servi a delineare il contesto in cui ebbe da lavorare l’ICa: contesto complesso, evolutivo, segnato dalla chiara distinzione dell‘insegnamento di religione cattolica (IRC) dalla catechesi ed insieme dalla riforma scolastica con nuovi programmi delle discipline (Indicazioni), il che ha portato ad un profondo rinnovamento epistemologico, didattico e metodologico della  stessa scuola di religione.


- Cesare Bissoli, professore emerito dell’ICa, ebbe a svolgere: “L’attività dell’ICa nel campo della pedagogia religiosa”. Evidenziò i tratti salienti dell’IRC proposto dall’Istituto, rievocando il contributo specifico di Roberto Giannatelli per la scuola elementare e media e di Zelindo Trenti per la scuola ora denominata secondaria superiore. Per il lavoro svolto nel campo dell’IRC, l’ICa si è guadagnata la stima sia ella Chiesa (CEI) che dallo stato (MIUR) promuovendo una serie di iniziative di avanguardia in tale campo.


- Salvatore Currò, parlando delle “Coordinate del pensiero sulla  religione nell’ICa” mise in luce l’eredità specificamente di Zelindo Trenti con la sua pedagogia ermeneutica, grazie a cui la questione del senso si pone al centro del discorso religioso, dove per senso si intendono le domande di umanità che si elevano dall’esperienza. Debitamente educate alla luce di quell’umanesimo che è la visione cristiana della vita, permettono di realizzare una religione per l’uomo.


- Una quarta relazione, dopo un debito intervallo, è spettata al prof. José Luis Moral che ha parlato del “Presente e futuro del  rapporto  educazione e religione nell’ICa”. La sua fu una sintesi del lavoro portato avanti nel triennio, che ora viene a terminare, incentrato sul binomio “Religione e cittadinanza”.


Seguì un dialogo con i relatori in cui diventò perno di discussione la ’pedagogia ermeneutica’, ossia come la questione centrale debba essere una rinnovata attenzione alla dimensione umana del giovane (studente) per aiutarlo a capire quanto sia umana la dimensione religiosa.


Il Seminario si concluse con  la celebrazione dell’Eucaristia in suffragio del nostro collega Don Trenti. Presiedette la celebrazione il direttore della comunità San Tommaso, Don F. Krason, attorniato da diversi concelebranti. 


In una valutazione di insieme si possono segnare queste indicazioni. 


- L’attenzione al passato storico permette di sentirsi dotati di una eredità preziosa, tanto più in un ambito come quello dell’IR complesso e controverso ed insieme così vivace e vitale. L’ICa non chiede nessuna medaglia, ma sente in coscienza di aver lavorato molto per un divenire corretto della disciplina religione nella scuola di tutti. Tale impegno continua, vuole continuare in misura aggiornata. 


- La collocazione dell’insegnamento della religione in ambito italiano richiede che il profilo dell’IR  si configuri secondo la visione globale di scuola di questo paese, conoscendo a fondo l’identità e le metodologie adeguate, tanto più che nelle iniziative formative la maggioranza, se non la totalità dei partecipanti, sono docenti di religione italiani.


- La dimensione religiosa è dimensione di umanità: ecco il nodo centrale del valido IRC. Non va dimenticato il contributo originale apportato a tale scopo dalla comprensione cristiana di religione.


- L’IRC non può essere scuola di formule dottrinali, sia teologiche che filosofiche, ma del ‘fenomeno-fatto’ umano aperto all’oltre, al trascendente, attraverso un processo culturale che coinvolge tutta la persona: ragione, cuore, azione, accettando per questo di confrontarsi con un mondo pluralista, sia culturale che religioso.


Un uomo (un giovane) può seguire e interessarsi di una proposta religiosa, se la proposta religiosa si interessa in maniera comprensibile dell’uomo (del giovane)


Cesare Bissoli


 


LE ATTIVITA' DELL’ICA NEL CAMPO DELLA PEDADOGIA RELIGIOSA 


Cesare Bissoli


La mia esposizione fa sintesi di un’ampia esperienza da corredare con fonti specifiche.


A. Versante epistemologico- strutturale


 


1. Si può dire che l’IR è nato con l’ICA nel curriculo di catechetica, non come ramo distinto, ma come modulo di questa, una catechesi nella scuola, tale essendo la legislazione concordataria del 1929 fino al rinnovamento degli accordi concordatari del 1984. In verità in tale sessantennio   maturò una lenta evoluzione verso l’autonomia delle due parti, distinzione che oggi -inizio del II Millennio- tende, almeno in fase teorica, ad una separazione, superando il Concordato, avendo come soggetto responsabile non più la Chiesa, ma la Scuola in quanto tale, per cui non si parlerebbe più di IRC, ma di IR con svariati profili. Ma è chiaro che questo processo è ancora in divenire non senza resistenze e inadempienze dove vige la norma concordataria. Data dunque la simbiosi tra catechesi e IRC (voluta anzitutto dai Dicasteri vaticani), l’IR esistette fin dall’inizio nell’ICA come disciplina confessionale, come IRC.


Ma qui va notata una peculiarità. Siccome l’ICA è stato inserito -il che è originale e in sé fecondo- non nella Facoltà di Teologia, ma nella Facoltà di Scienze dell’Educazione, anche l’IRC, se non per un intrinseco motivo proprio, fece subito parte della FSE. Ma purtroppo, in questa collocazione, per sé adeguata, non godette di un approfondimento interdisciplinare continuo salvo in qualche momento specifico come dirò qui sotto. Però resta  vero che la riflessione sull’IRC nell’ICA non fu bloccata al “si è sempre fatto così”[1]. L’IRC sotto la guida di Roberto Giannatelli formato nell’ACR, specializzato in didattica alla scuola di Don Calonghi, poté valorizzare per l’IRC delle risorse della didattica. È merito suo l’introduzione del metodo del curricolo nell’IRC (scuola media). Dopo di lui, si spense progressivamente ogni interesse per la scuola primaria e media. La dimensione didattica non fu valorizzata nell’IRC nella secondaria superiore che iniziava il suo percorso di pedagogia ermeneutica sotto la guida di Zelindo Trenti (didattica diventata oggi scopo primario a cura di R. Romio).


L’IRC non fu dunque mai col-laborato tanto meno co-gestito da nessun altro curricolo della FSE e visto piuttosto con disinteresse perché già tanto -si diceva- funzionava bene.


Ma come sopra accennavo, non mancarono opportune scosse a livello epistemologico che poi purtroppo si spensero. La prima scossa avvenne in relazione ai nuovi accordi concordatari che si stavano preparando (assieme alla riforma globale della scuola e dunque anche dei nuovi programmi di religione). Sull’onda dei dialoghi inter-ideologici tra gli anni ‘70 e ‘80, organizzati dalla FSE, la FSE fece un Seminario di studio all’Hotel Ritz proponendo il superamento della confessionalità  con una disciplina Religione a base culturale.[2] Più avanti a proposito della Riforma della scuola primaria la FSE aderì alla proposta AIMC di dare per titolo “Fatti e fenomeni religiosi”. Ma l’interesse della FSE si fermò lì. L’IRC è in ICA, è in sua totale gestione (al tempo del Dipartimento l’IRC fu sempre considerato affare della FSE-ICA), senza negare, ma anzi riaffermandoli, utili incontri in vista di qualche Convegno o pubblicazioni, specie di ricerche sul campo (v. sotto). Come del resto ancora oggi sta facendo. Di qui un campo epistemologico scoperto. Nell’ultimo triennio l’ICA ha assunto la prospettiva nuova nel binomio di “educazione e cittadinanza”. Ad onore del vero, come già ebbi a dire, una riflessione teorica dal titolo di “ermeneutica esistenziale” fu elaborata da Trenti per la secondaria superiore.


 


2. Qualche altro dato seguendo il corso storico. La partecipazione dell’ICA all’IR inteso sempre come IRC, è stata portata avanti nel curricolo di catechetica ma in misura sempre più distinta, con la scelta di un approccio culturale all’IRC e alla non identificazione con la catechesi perfezionando e divulgando tale scelta in tutta Italia. Notevole fu la collaborazione con la CEI (fino agli anni ‘90 vigeva in essa un Ufficio unico per la catechesi e IRC) che ebbe in ICA sia per la catechesi sia per l’IRC il proprio referente di livello universitario, godendo così il nostro Istituto di alta stima e senza condizionamenti, invitati a tenere Corsi di aggiornamento sulla natura di IRC e per i docenti di religione, a livello nazionale.


 


3. L’ICA partecipò all’interpretazione ed attuazione degli accordi concordatari, collaborò pure alla riforma della scuola da Luigi Berlinguer a Stefania Giannini, partecipò pure in misura diretta alla stesura dei vari programmi di religione (oggi Indicatori nazionali) e al loro commento. Alcuni dell’ICA furono e sono membri della Consulta CEI per l’IRC. L’ICA fu pure partecipe della Consulta nazionale per la scuola cattolica.


 


B. Versante operativo-organizzativo


 


4. Le persone professionali furono R. Giannatelli, dedito -assieme a Don Gianetto- alla componente didattica, J. Gevaert a quella antropologica, U. Gianetto alla dimensione storica, Bissoli a quella biblica con l’istituzione di una cattedra apposita. Con altri docenti italiani ed esteri chiamati di volta in volta. Fu scelta assai positiva la formazione e collaborazione di un team di esperti tra cui nominiamo Marcella Pomponi come leader per le medie, e Margherita Dragoni ed équipe W la vita per le elementari. Così come Trenti con la sua équipe per la secondaria superiore.


 


6. Costante fu la cura di un’ampia base sperimentale a Roma e in Italia. Ossia un certo numero di insegnanti applicava in classe i criteri di docenza proposti dall’ICA, criteri elaborati nelle medie in un progetto dal titolo di Progetto uomo (Giannatelli e Marcella), idem per la scuola elementare, radunati anche qui in un progetto dal titolo W la Vita (Bissoli, Margherita).


 


7. Da qui l’origine di volumi per l’IRC con il titolo del progetto. Essi ebbero la diffusione italiana più grande fino a quando si pervenne alla libera composizione di libri di testo: Progetto uomo per le medie G-M); Religione e vangelo oggi in Italia ancora per le medie (Gianetto): è il testo migliore tra quanti fin qui stampati per questo tipo di scuola. Per la secondaria superiore, vanno nominati la serie di volumi a cura di Trenti-Lever-Maurizo che mirano ad un’accurata base culturale dei contenuti religiosi. Religione e cultura è il titolo del volume.


 


8. Altra caratteristica, che continua anche oggi, è l’offerta di Convegni di studio periodici lungo l’anno ed estivi per insegnanti italiani, sia qui all’UPS (Seminario di studio di autunno, Corso per docenti in primavera) sia come Corso estivo, a Colfosco, Corvara, Val di Fassa (Trenti) dagli anni ‘80 fino ad oggi. Abbondante era allora il finanziamento da parte della CEI-Miur.


 


9. La condizione universitaria dell’ICA in particolare con l’Istituto di sociologia favorì ben quattro


ricerche sociologiche nazionali sulla religione nella scuola, diversificate negli obiettivi, godendo di alta stima.


 


C. Linee di tendenza


 


10. Ricerca di dialogo a livello internazionale sulla pedagogia religiosa, in particolare con docenti universitari di Religionspädagogik (tra loro G. Stachel) e incontro biennale (in Germania e in Italia fin dagli anni ‘70 al 2011). Viaggi annuali europei di studio (Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Malta…) e nazionali (Milano, Torino, Verona…) anche sul versante IRC. Iscrizione e partecipazione al Forum europeo di insegnamento religioso.


 


11. Attenzione specifica fu sempre data alla conoscenza dettagliata dei nuovi programmi (oggi ‘Indicazioni nazionali’) di religione cattolica sul molteplice versante teologico, antropologico, biblico, storico e storico degli effetti, filosofico, pedagogico-didattico; si è curata la comprensione e possibile attuazione nel contesto scolastico italiano. Chiaramente questa impostazione non era e non è trasportabile tal quale ma semmai come modello nell’IR del curriculo accademico.


 


12. Linea di tensione fu sempre di adempire ad un compito di fedeltà spiegando l’IRC come è proposto alla Chiesa italiana a docenti italiani andando oltre a una comprensione dottrinalista (dogmatica), curando un’attenzione antropologica di un Dio per l’uomo, badando alle fonti  anzitutto biblica, elaborando una didattica più creativa, favorendo un dialogo sulle domande di senso e l’apertura ad una domanda di fede, avvertendo, ma non ancora iniziando un IR nel pluralismo religioso e interculturale.


 


D. Elementi da considerare  


           


13. Diretta attenzione anche all’insegnamento di religione come religione cattolica, almeno là dove accade (Italia, Germania, Spagna, Paesi dell’Est…) soprattutto laddove l’insegnamento è rivolto a docenti di religione italiani (Convegni per altro finanziati dal MIUR). Motivi: per un obbligato rispetto del dispositivo; perché molti docenti ne sanno ben poco materialmente e ancora meno quanto alla dinamica interna; perché gli attuali programmi (indicazioni nazionali) determinano intrinsecamente un dialogo aperto al pluralismo disciplinare, culturale (filosofico). Arricchendo così in concretezza il quadro più ampio di religione-educazione fin qui condotto. Chiaramente i programmi di religione (italiani) vanno letti e capiti nell’ambito della complessa Riforma in atto della scuola (v. Cicatelli).


 


14. Attenzione alla elaborazione di modelli didattici, da validare con forme di sperimentazione sul campo (seminari, tirocini), giungendo a produzione di pubblicazioni (articoli, libri, libri di testo).


 


15. I docenti di religione (italiani) necessitano ancora di forte approfondimento non solo pedagogico, ma anche teologico, biblico, storico, didattico, metodologico…


 


16.Riprendere attenzione alla scuola primaria e secondaria di primo grado.


 


17. Disporre all’interno dell’ICA di una équipe di professori e team di collaboratori (esperti di altre discipline, docenti di religione), sempre meglio aggiornati e preparati.


 






[1] L’Azione Cattolica e diversi Centri (salesiano, paolino, scuole cristiane…) prima e al seguito del Vaticano smossero le acque per un IRC distino da catechesi (c. di San Pio X). In ciò coinvolsero l’ICA e di fatto lo riconobbero Ventro-guida fino al 1984 (e dopo), in forza di pubblicazioni (articoli e testi scolastici).   




[2] Facoltà Scienze dell’Educazione, Dibattito sull’insegnamento della religione, PAS-Verlag, Zürich 1972. V. anche L’educazione religiosa in tempo di transizione culturale-pedagogica, in “Orientamenti Pedagogici” 47 (2000), n.3.


 




Alcune foto del seminario:






 




 

 
Anno I - Numero 1 - Giugno 2016 |21.03.2017
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L’impegno per l’educazione religiosa e per la catechesi è un elemento essenziale per il carisma salesiano, un’eredità che proviene dallo stesso fondatore don Bosco.


Tale impegno è stato assunto anche dall’Istituto di Catechetica (ICA), che da oltre sessant’anni si è dedicato alla formazione di docenti e quadri dirigenti presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione (FSE) dell’Università Pontificia Salesiana di Roma.


La collocazione dell’ICA nella FSE ne fa un unicum nel panorama catechetico internazio- nale e la sua scuola di pensiero è conosciuta e stimata per l’autorevolezza dei grandi nomi dei salesiani che ne hanno fatto parte nel corso del tempo. Sono numerosi gli ex allievi che, sparsi per il mondo, condividono il bagaglio di conoscenze e competenze acquisite negli anni di studio romani e divulgano ovunque l’attenzione alla catechesi con la sensibilità pedagogica tipica di quest’istituzione.


Tra gli strumenti di cui si è dotato l’ICA, uno che sta progressivamente affermandosi è il sito online conosciuto come «Rivista di Pedagogia Religiosa» (www.rivistadipedagogiareligiosa.it): nata nel 2001 e rivolta inizialmente ai docenti di religione, nel 2012 si trasforma nell’organo centrale di espressione dell’ICA. Il sito è composto di cinque sezioni principali: Catechesi, Docu- menti, Formazione, IRC, Giovani, ed è corredato di diversi box contenenti molteplici informazioni che riguardano l’area dell’Educazione Religiosa e della Catechesi.



In occasione del Sessantesimo dalla sua nascita, l’ICA ha voluto potenziare la sua offerta digitale: dapprima ha inserito online la nota raccolta Annale di catechetica, che ha l’obiettivo di offrire periodicamente una rassegna dei più significativi studi di catechetica e pedagogia religiosa a livello internazionale, e poi ha creato un nuovo sito-Web, l’OCI (Osservatorio Catechetico Inter- nazionale), un’attività di alta ricerca che si pone l’obiettivo di un monitoraggio permanente della produzione catechetica e catechistica mondiale.


La scelta più recente è quella di dar vita a un vero e proprio periodico online. Dopo una prolungata fase di studio, quella che era solo una scommessa è ora realtà: siamo lieti di presen- tarvi il primo numero della rivista «Catechetica ed Educazione», titolo scelto per indicare l’og- getto specifico della ricerca e la prospettiva che la caratterizza, quella educativa, secondo la tra- dizione dell’ICA. Il sostegno di numerosi professionisti e amici ci incoraggia a intraprendere l’opera, che avrà una cadenza quadrimestrale con attenzione specifica agli ambiti della pedago- gia religiosa e catechetica.


 Il primo numero presenta una riflessione sul V Convegno Ecclesiale Nazionale (Firenze, 9-13 novembre 2015) che costituisce una tappa estremamente significativa della storia della Chiesa italiana, ma ancora tutta da decifrare nelle sue ricadute ecclesiali e pastorali. Nel momento in cui si cominciano a tirare le somme e si ipotizzano nuovi scenari e strategie, riteniamo importante non far mancare una parola di commento anche da parte nostra.


Nel primo contributo, il pedagogista Carlo Nanni delinea i tratti essenziali del clima cultu- rale odierno, segnato dalla complessità e dal pluralismo, in cui si sviluppa oggi l’impegno educa- tivo. I tre studi successivi toccano direttamente il Convegno ecclesiale: il catecheta Antonino Ro- mano traccia un bilancio intermedio dell’attività educativa promossa nell’attuale decennio dalla Chiesa italiana; il pastoralista José Luis Moral offre un’acuta riflessione sul tema centrale del con- vegno: l’umanesimo; mentre il catecheta Salvatore Currò riflette sulle nuove sensibilità comuni- cative rese necessarie dalla piena accoglienza del discorso del Papa. Un ulteriore apporto di ri- flessione è dato dal catecheta Cesare Bissoli che, dalla posizione privilegiata di partecipante all’evento, fornisce alcuni punti di riferimento per una catechesi che voglia valorizzare le indica- zioni generali del Convegno fiorentino. Chiude la serie di articoli una rassegna bibliografica, cu- rata da Ubaldo Montisci, che mostra l’attenzione data dalla stampa all’iniziativa ecclesiale.


L’augurio è che le riflessioni riportate in queste pagine possano contribuire fattivamente a quel “mettersi in gioco” della Chiesa italiana – come ha auspicato il card. Bagnasco – «in un impegno di conversione per individuare le parole più efficaci e i gesti più autentici con cui portare il Vangelo agli uomini di oggi».


 


I MEMBRI DELL’ISTITUTO  DI CATECHETICA


catechetica@unisal.it


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18-19 marzo 2017
Convegno di Aggiornamento per Insegnanti di Religione |20.03.2017
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Il 18 e 19 marzo prossimi a Roma, presso la Domus Urbis (Via della Bufalotta 550) si terrà il Convegno dal titolo “Religione e cittadinanza attiva”. È una delle iniziative a carattere nazionale che l’Istituto di Catechetica della Facoltà di Scienze dell’Educazione rivolge agli Insegnanti di Religione di ogni ordine e grado scolastico per la formazione permanente con approvazione e certificazione da parte di CEI e MIUR.


Il tema della cittadinanza è di particolare attualità e prende sempre maggiore spazio nell’attenzione delle varie discipline scolastiche e nella progettazione educativo-didattica dei percorsi formativi. L’Insegnamento della Religione Cattolica è coinvolto anche in questo campo, oltre che per i suoi specifici contenuti culturali, anche per l’attenzione – che gli è congeniale – alla didattica inclusiva, alla condivisione interculturale, ai valori che permettono una convivenza pacifica, alle fondamentali questioni antropologiche.


Il Convegno è un’occasione propizia di aggiornamento e più in generale un sostegno per la riflessione su base pluridiciplinare. Le Relazioni di tipo pedagogico e didattico saranno ampliate da un Panel sugli aspetti sociali, politico-giuridici e interculturali e completate da Laboratori che consentiranno un più diretto confronto professionale. Completerà i lavori la presentazione dei risultati della recentissima IV Indagine Nazionale sull’IRC.


Sede: Domus Urbis, Via della Bufalotta, 550 - Roma 


 



„ Identità–Obiettivo del Convegno



Il Convegno IRC 2017 si muove nella linea della Progettazione 2014-2017: Educazione, apprendimento e insegnamento della religione e costituisce uno dei tre momenti della terza tappa, dedicata a Religione e Cittadinanza, successivo all’analisi della situazione dell’IRC affrontata nel 2014-2015 e al rapporto educazione-apprendimento nel 2015-2016.


Una sfida attuale per l’IRC sta nel contribuire ad esprimere e valorizzare l’umano positivo attorno alla questione della cittadinanza. È questa non solo un’urgenza dettata dall’attualità, ma un valore che catalizza l’attenzione della società civile e chiama in causa le Religioni. È come un perno sul quale centrare una nuova prospettiva educativa, che coinvolge anche l’appartenenza religiosa delle persone, l’approccio alla cultura e l’esperienza scolastica.


Come obiettivo si propone di determinare il significato della religione nella costruzione del cittadino (cosmopolita, attivo e responsabile), cercando anche di contestualizzare i processi implicati – da un lato – nel rapporto «persona–comunità–società civile» e – dall’altro – nella relazione tra «politica– etica–religione».


 








 


IRC/2014-2017 — «Educazione, apprendimento e insegnamento della religione»


  2014-2015: Analisi della situazione (insegnamento–docenti) e prospettive educative.


  2015-2016: Educazione e apprendimento.


  2016-2017: Religione e cittadinanza (educazione–ragazzi).


 


Ogni anno: «Seminario di Studio», «Corso di aggiornamento» e «Corso estivo».


 






 




 

 
Università Pontificia Salesiana
17 marzo 2017 |06.03.2017
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SEMINARIO DI STUDIO 


17 marzo 2017 - Ore 15 - 19


PROGRAMMA: Seminario ICA Marzo 2017


 


Nel pomeriggio del 17 marzo 2017, presso la sala J. Vecchi dell’Università Pontificia Salesiana, si svolgerà un Seminario di Studio dal titolo “Educazione religiosa nell’«Ica»: un percorso storico”.


Un crocevia di passato e futuro nella memoria del Prof. Don Zelindo Trenti in occasione del primo anniversario della scomparsa.


Il pomeriggio di studio vuole offrire un quadro dell’attività svolta dai membri dell’Istituto di Catechetica nel pluridecennale impegno accademico, formativo e pubblicistico nel settore dell’educazione religiosa.


L’apporto di qualificati esperti nel campo della pedagogia religiosa e dell’insegnamento della religione cattolica permetterà di rivisitare l’offerta formativa proposta dall’ICa e insieme di cogliere la logica pedagogica che ha animato una presenza di riconosciuta qualità negli ambienti ecclesiali e civili.


Poiché non vuole ridursi ad una celebrazione rievocativa, il Seminario ha il desiderio di evidenziare anche l’orizzonte nel quale intende muoversi la riflessione teorica, l’impostazione metodologica e la proposta formativa dell’ICa. L’Istituto infatti intende fornire un servizio sempre più aggiornato e qualificato alla Chiesa, alla Società, alla Congregazione Salesiana e alla Comunità Accademica nel campo dell’educazione e dell’istruzione religiosa.


 

 
Itinerari d'arte per l'insegnamento della religione cattolica
Seminario di Studio per IdRC |05.03.2017
Religione
Si svolgerà ad Assisi - Santa Maria degli Angeli - nei giorni 31 marzo-1 aprile 2017 un Seminario di studio promosso dal Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e per l’edilizia di culto, rivolto ad un gruppo di docenti di religione provenienti da tutte le regioni d’Italia.
Parlare di arte durante l’ora di IRC, infatti, è un’attività didattica vissuta in quasi tutte le classi del nostro bel Paese perché il “fenomeno artistico” può essere considerato come uno dei contenuti fondamentali di questa disciplina, così come è esplicitamente ricordato anche nelle Indicazioni didattiche che oggi sono in vigore.
Il Seminario coinvolgerà docenti di religione cattolica ed esperti dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e per l’edilizia di culto che condivideranno riflessioni e prospettive per valorizzare non solo il ricchissimo patrimonio artistico che la storia ci ha consegnato, ma soprattutto la possibilità didattica di avvicinare e “utilizzare” le opere d’arte anche contemporanea, sia nelle loro diverse forme materiche che nelle loro caratteristiche emozionali e sensoriali.
 

 


 
 
editore |04.03.2017
barcellona

Dal 28 al 31 marzo 2017 a Barcellona l’incontro dei responsabili di pastorale giovanile, scolastica, universitaria e vocazionale sull’accompagnamento dei giovani. Una tappa in vista del Sinodo dei Vescovi del 2018 su giovani, fede e discernimento vocazionale.


Circa 200 partecipanti tra vescovi, responsabili per la pastorale giovanile, scolastica, universitaria, vocazionale e della catechesi delle Conferenze episcopali in Europa s’incontreranno dal 28 al 31 marzo 2017 a Barcellona per confrontarsi e discutere sul tema dell’accompagnamento dei giovani. Il Simposio, intitolato “Camminava con loro (Lc 24,15). Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo”, è promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), in collaborazione con la Conferenza Episcopale Spagnola e l’Arcidiocesi di Barcellona. L’incontro vuole essere un’occasione per riflettere insieme sulle modalità di accompagnamento dei giovani di oggi, nell’integralità della loro persona e nel loro cammino di fede.


I lavori prevedono un percorso in 3 tappe che, partendo dai giovani, procederà con una riflessione sulle sfide dell’accompagnamento alla luce dell’attuale contesto socio-culturale europeo e si concluderà sulla figura dell’accompagnatore stesso, la sua formazione, le sue esigenze. Queste tre tappe saranno successivamente approfondite attraverso lo scambio tra i partecipanti di “buone pratiche” e una presentazione-visita alla Sagrada Família, come esempio di annuncio del Vangelo e di accompagnamento  delle persone attraverso l’arte e l’architettura.


L’obiettivo principale dell’incontro è di riconoscere la centralità dell’accompagnamento dei giovani e proporre una riflessione della Chiesa europea. Il CCEE farà lavorare insieme i delegati nazionali di diversi ambiti pastorali specializzati di tutto il continente europeo (catechesi, scuola, università, vocazioni…) su di un unico soggetto: l’accompagnamento dei giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo prendendo come esempio il modello del “camminava con loro” (Lc 24,15) proposto da Gesù stesso nell’episodio dell’incontro con i discepoli sulla via di Emmaus.


Dopo il documento preparatorio “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” e in attesa della diffusione del questionario del Sinodo dei Vescovi indirizzato ai giovani di tutto il mondo, il Simposio europeo costituisce una tappa significativa del cammino che porterà la Chiesa a celebrare nell’ottobre 2018 un Sinodo su giovani e vocazioni.


Sul Sito del Simposio (http://symposium2017.ccee.eu/) sono disponibili varie informazioni.

 
Vittorino Andreoli |03.03.2017
V_Andreoli_Lettera ad un insegnante

“E ora ti voglio parlare in questa mia lettera delle doti che fanno di te un buon insegnante e delle strategie perché tu possa espletare il tuo compito pienamente.
Credo che la prima qualità sia l’autorevolezza. Viene percepita come caratteristica della persona ed è certo l’insieme di molti elementi. L’autorevolezza dà credibilità: ti rende punto di riferimento e le tue affermazioni assumono il significato di «verità».
I tuoi allievi se ne accorgono e ne sono certi: di fronte a un mondo di menzogne, improvvisazioni, maschere per «apparire», vedono in te la serietà. L’autorevolezza diventa sicurezza. Non è riducibile a quanto si sa sulla materia, ma fa riferimento a una personalità che si presenta convinta e convincente, coerente, capace di svolgere il proprio ruolo e di manifestarlo anche nel silenzio, con la sola presenza. E persino nell’assenza, poiché l’insegnante viene introiettato e c’è anche quando non c’è e si può giungere a una presenza che dura una vita.
L’autorevolezza non è mai autoritarismo, che si veste della violenza e della minaccia del potere.
La qualità che segue subito dopo è la partecipazione alla scuola. Una presenza attiva, animata dalla voglia di dare, di fare sempre meglio senza mai chiudersi in una recita fredda, seguendo uno stanco copione che si ripete da anni. La si misura con il desiderio di andare a scuola, di entrare nell’aula o all’opposto con la paura persino di salire sulla cattedra.
La partecipazione è condizionata dal modo di pensare, dallo sforzo di percepire e far percepire qualsiasi argomento in maniera accattivante, interessante e aggiornata, dunque in una versione sempre nuova poiché nulla nelle discipline insegnate rimane immutato e l’insegnante deve coglierne le novità. Ma c’è una partecipazione che riguarda l’affettività e che esprime la voglia di trasmettere quello che uno sa e che ha raggiunto in tanti anni di approfondimenti.
Un sapere che si coniuga con la passione o almeno con il piacere.
Il piacere di insegnare, ecco un altro punto su cui interrogarsi: riesci a dare un senso alla tua vita proprio per il tuo ruolo, per il fatto di proporti ai tuoi allievi come insegnante e con un sapere specifico che però trasmette al tempo stesso la gioia di quella scelta? Oppure hai quell’aria assente che ti porta faticosamente a compiere un dovere che è però scialbo e senza piacere? Come fossi diventato frigido o frigida, come se ormai il piacere dei sensi fosse pura illusione o ricordo di momenti meno sfortunati. Sei un rassegnato?
Nessun lavoro, senza il gusto di compierlo, può risultare gratificante e dunque efficace. Vale quindi il principio che il piacere con cui svolgi il tuo ruolo di insegnante è proporzionato alla sua efficacia e quindi al gradimento della classe che lo dimostrerà stando attenta e appassionandosi alla tua materia poiché vi sente dentro la tua personalità. Altrimenti il tuo competitore diventerà il computer che è disanimato, mentre tu l’anima ce l’hai: è la caratteristica che differenzierà sempre l’uomo dalle macchine.
Una qualità importante si lega alla tecnica della comunicazione e quindi all’efficacia del messaggio che la lezione trasmette. Il tuo racconto, la tua lezione devono avere la forza di una favola per un bambino che, ascoltandola, la partecipa, entra nel personaggio, anzi alternativamente in tutti e così non solo capisce la struttura della fiaba, ma anche le sue parti e le vive e, se le vive, riesce a farle proprie, ad apprendere. Non devi poi dimenticare che ogni ruolo ha una propria liturgia che va mantenuta e non è concesso a un insegnante diventare amico dei suoi allievi o esercitare un’azione di volontariato. Il tuo ruolo è sacro e non intendo assolutamente parlare di missione, che non c’entra nulla, ma mi riferisco alla sacralità come svolgimento di una cerimonia che è certo fondata su un sapere razionale, ma anche su qualche cosa di strano, di fascinoso, persino di misterioso, poiché il mistero rimane dentro il pensiero umano. Tu non sei il padre dei tuoi allievi, non l’amico, non lo psicologo che assiste ai drammi della crescita. Sei un uomo o una donna con l’incarico di allevare un gruppo di persone, di fare il direttore d’orchestra e devi indossare, anche materialmente, un abito che sappia di cerimonia, che si adegui alla tua parte.
Questa società ha creduto di demolire ogni formalità e non si è accorta che non cancellava semplici decorazioni bensì la sacralità della vita. E la scuola non può essere banalizzata come se fosse un luogo di intrattenimento per giovani, un pub o un club di amici”.

 
P06268
Cicatelli - Malizia

 

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E SEMINARIO DI STUDIO IRC 2017

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