FORUM «IRC»
 
 
ICA |28.06.2016
immagine rivista 2

Editoriale  «Ricadute catechetiche dal Convegno di Firenze»


L’impegno per l’educazione religiosa e per la catechesi è un elemento essenziale per il carisma salesiano, un’eredità che proviene dallo stesso fondatore don Bosco.


Tale impegno è stato assunto anche dall’Istituto di Catechetica (ICA), che da oltre sessant’anni si è dedicato alla formazione di docenti e quadri dirigenti presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione (FSE) dell’Università Pontificia Salesiana di Roma.


La collocazione dell’ICA nella FSE ne fa un unicum nel panorama catechetico internazio- nale e la sua scuola di pensiero è conosciuta e stimata per l’autorevolezza dei grandi nomi dei salesiani che ne hanno fatto parte nel corso del tempo. Sono numerosi gli ex allievi che, sparsi per il mondo, condividono il bagaglio di conoscenze e competenze acquisite negli anni di studio romani e divulgano ovunque l’attenzione alla catechesi con la sensibilità pedagogica tipica di quest’istituzione.


Tra gli strumenti di cui si è dotato l’ICA, uno che sta progressivamente affermandosi è il sito online conosciuto come «Rivista di Pedagogia Religiosa» (www.rivistadipedagogiareligiosa.it): nata nel 2001 e rivolta inizialmente ai docenti di religione, nel 2012 si trasforma nell’organo centrale di espressione dell’ICA. Il sito è composto di cinque sezioni principali: Catechesi, Docu- menti, Formazione, IRC, Giovani, ed è corredato di diversi box contenenti molteplici informazioni che riguardano l’area dell’Educazione Religiosa e della Catechesi.



In occasione del Sessantesimo dalla sua nascita, l’ICA ha voluto potenziare la sua offerta digitale: dapprima ha inserito online la nota raccolta Annale di catechetica, che ha l’obiettivo di offrire periodicamente una rassegna dei più significativi studi di catechetica e pedagogia religiosa a livello internazionale, e poi ha creato un nuovo sito-Web, l’OCI (Osservatorio Catechetico Inter- nazionale), un’attività di alta ricerca che si pone l’obiettivo di un monitoraggio permanente della produzione catechetica e catechistica mondiale.


La scelta più recente è quella di dar vita a un vero e proprio periodico online. Dopo una prolungata fase di studio, quella che era solo una scommessa è ora realtà: siamo lieti di presen- tarvi il primo numero della rivista «Catechetica ed Educazione», titolo scelto per indicare l’og- getto specifico della ricerca e la prospettiva che la caratterizza, quella educativa, secondo la tra- dizione dell’ICA. Il sostegno di numerosi professionisti e amici ci incoraggia a intraprendere l’opera, che avrà una cadenza quadrimestrale con attenzione specifica agli ambiti della pedago- gia religiosa e catechetica.


 Il primo numero presenta una riflessione sul V Convegno Ecclesiale Nazionale (Firenze, 9-13 novembre 2015) che costituisce una tappa estremamente significativa della storia della Chiesa italiana, ma ancora tutta da decifrare nelle sue ricadute ecclesiali e pastorali. Nel momento in cui si cominciano a tirare le somme e si ipotizzano nuovi scenari e strategie, riteniamo importante non far mancare una parola di commento anche da parte nostra.


Nel primo contributo, il pedagogista Carlo Nanni delinea i tratti essenziali del clima cultu- rale odierno, segnato dalla complessità e dal pluralismo, in cui si sviluppa oggi l’impegno educa- tivo. I tre studi successivi toccano direttamente il Convegno ecclesiale: il catecheta Antonino Ro- mano traccia un bilancio intermedio dell’attività educativa promossa nell’attuale decennio dalla Chiesa italiana; il pastoralista José Luis Moral offre un’acuta riflessione sul tema centrale del con- vegno: l’umanesimo; mentre il catecheta Salvatore Currò riflette sulle nuove sensibilità comuni- cative rese necessarie dalla piena accoglienza del discorso del Papa. Un ulteriore apporto di ri- flessione è dato dal catecheta Cesare Bissoli che, dalla posizione privilegiata di partecipante all’evento, fornisce alcuni punti di riferimento per una catechesi che voglia valorizzare le indica- zioni generali del Convegno fiorentino. Chiude la serie di articoli una rassegna bibliografica, cu- rata da Ubaldo Montisci, che mostra l’attenzione data dalla stampa all’iniziativa ecclesiale.


L’augurio è che le riflessioni riportate in queste pagine possano contribuire fattivamente a quel “mettersi in gioco” della Chiesa italiana – come ha auspicato il card. Bagnasco – «in un impegno di conversione per individuare le parole più efficaci e i gesti più autentici con cui portare il Vangelo agli uomini di oggi».


 


I MEMBRI DELL’ISTITUTO  DI CATECHETICA


catechetica@unisal.it


Per scaricare il primo numero in formato pdf entra nel banner: "RIVISTA DI CATECHETICA ED EDUCAZIONE" dalla home della rivista 


 
18-19 marzo 2017
Convegno di Aggiornamento per Insegnanti di Religione |15.01.2017
Cattura

Convegno di Aggiornamento per Insegnanti di Religione


Tema: «Religione e cittadinanza attiva».


Data: 18-19 marzo 2017


Sede:Domus Urbis, Via della Bufalotta, 550 - Roma


Le Iscrizioni inizieranno presso l’Istituto di Catechetica nel mese di gennaio 2017.


 


Tariffe per vitto e alloggio presso Domus Urbis:




  • Camera singola con prima colazione inclusa € 41,00;




  • camera doppia con prima colazione inclusa € 58,00;




  • camera tripla con prima colazione inclusa € 63,00;




  • pasti:  € 12,00 a persona a pasto con mezza minerale inclusa.




In questo momento c’è disponibilità di camere.


Chi è interessato deve inoltrare la richiesta a Domus Urbis


Domus Urbis:


Via della Bufalotta,550 -  00137 Roma


domusurbis@domusurbis.it


Telefono: 06. 8713 3872


Seminario IRC


Istituto di Catechetica


Facoltà di Scienze dell’Educazione


Università Pontificia Salesiana 

 
editore |14.01.2017
_CG18084a_MINIjpg

Ascolto, educazione, disponibilità a ridiscutere convinzioni e metodi. Nel Sinodo sui giovani, e nel viaggio che da venerdì 13 gennaio la Chiesa ha intrapreso con il testo-base e la lettera del Papa, don Michele Falabretti vede questo e molto altro. Da responsabile del Servizio nazionale di Pastorale giovanile è abituato allo sguardo “lungo”. Che prova a spingere sino all’assemblea in Vaticano, autunno 2018.


Che cosa ci dicono i due testi diffusi ieri?
Esprimono l’impegno e la voglia di coinvolgere i giovani in un percorso nel quale non sono destinatari di un lavoro svolto da altri su di loro ma vengono chiamati a diventare protagonisti, soggetti attivi, centro di una grande questione pastorale che è nelle mani di tutta la comunità cristiana, a ogni livello. Anche solo questo fa capire di fronte a quale opportunità ci troviamo. I giovani non sono oggetti di un’analisi scientifica, quasi si trattasse di una specie in via di estinzione: sulle nuove generazioni è chiamata in causa tutta la Chiesa.


Le Gmg sono il segno che la Chiesa si è messa sempre più in gioco su questo aspetto. Dov’è la novità del Sinodo?
I giovani vanno ascoltati, la Chiesa ha bisogno della loro voce. Lo spazio per loro è andato ampliandosi con un’accelerazione che fa comprendere come non li si può pensare destinatari di un messaggio che funziona da solo. La vera, grande novità è però nella scelta stessa del tema tra i tanti possibili per l’assemblea.


Perché il Papa ha voluto mettere al centro del Sinodo proprio i giovani?
Forse perché parlando di giovani si mettono in questione anche gli adulti e la Chiesa. Da sempre i cristiani cercano di consegnare a chi viene dopo di loro quanto hanno di più caro: la fede, il Vangelo, il segreto di una vita cui l’incontro vivo con il Signore dà senso pieno. Ma oggi la maggior parte dei giovani non ha una vera occasione per questa consegna. Il Sinodo ci chiede di considerare gli aspetti complessi di questo passaggio generazionale. Dunque, si parla di giovani ma anche di adulti.


Che cosa può rappresentare questo Sinodo per la Chiesa?
Una bellissima occasione per chiederci cosa stiamo facendo per trasmettere la fede e metterci in ascolto di tutti i giovani, vicini o lontani che siano. Attenzione, però: non pensiamo a qualcuno che ci dirà “cosa fare” ma a un processo che ci mette in discussione su alcuni temi decisivi, come la relazione educativa.
Una novità è nel metodo: il questionario che aveva segnato i due Sinodi sulla famiglia viene riproposto con una formula più diretta.


Che lavoro suggeriscono queste domande?
Lo dico con una battuta: se si trattasse solo di rispondere ce la caveremmo in una settimana. Dentro quelle domande, invece, ce n’è una più grande: ai cristiani quanto stanno a cuore i loro figli? Ho l’impressione che ci siamo un po’ stancati della “questione educativa”, ma non possiamo tornare ad accorgersi della sua importanza solo quando accade il fattaccio di cronaca... L’educazione è cura, compagnia, ascolto, condivisione, ha a che fa- re più con la bellezza che con il dramma.


Quindi un Sinodo sui giovani ma anche sulla “questione educativa”?
Il nostro è un tempo nel quale si fatica a essere adulti: ora c’è l’ossessione di restare giovani, perdendo di vista che si tratta di una fase della vita e non di una condizione ideale. Nel ’68 gli adulti volevano imporsi in quanto tali, oggi cercano di sembrare eternamente giovani. La strada è antitetica, il risultato identico: l’incomprensione del mondo giovanile.


Quale percorso immagina da oggi al 2018?
Vedo anzitutto un confronto ecclesiale a ogni livello, sino alla parrocchia più “periferica”, su come la Chiesa annuncia il Vangelo, e su quali sono le condizioni per arrivare a destinazione. C’è poi l’ascolto sincero e attento dei giovani là dove si trovano, non solo nei “nostri ambienti”: vanno costruite occasioni che consentano di interpellarli sulla loro vita, ad esempio nel mondo digitale. Dovremmo chiedergli in cosa sperano, quel che li fa piangere, di cosa hanno paura, cosa cercano. Da qui parte ogni possibile incontro con il senso dell’esistenza. Per troppo tempo abbiamo pensato che per convincerli bastasse enunciare i valori, magari con tutte le lettere maiuscole. Oggi quella che per noi è una verità evidente non si impone da sé ma solo se è persuasiva, e per esserlo va accompagnata da domande e gesti.


Il Sinodo invita a parlare di “vocazione”: in quale senso?
Noi cristiani pensiamo che si diventa grandi anche ascoltando un’altra voce, mentre molti giovani sono convinti di poter essere felici solo ascoltando se stessi. La sfida è far incrociare questa fame di libertà con la consapevolezza che non ci si realizza da soli ma nella relazione. Con gli altri, e con Dio.


Francesco Ognibene (Avvenire, 14.01.2017)


LEGGI la Lettera del Santo Padre Francesco ai giovani
LEGGI il Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi

 
Presentazione della Quarta indagine nazionale sull'IRC a trent'anni dalla revisione del Concordato |14.01.2017
xxx
Il Servizio Nazionale per l’IRC, insieme all’Ufficio Nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università, al Centro Studi per la Scuola Cattolica e agli Istituti di Sociologia e di Catechetica dell’Università Salesiana di Roma, hanno promosso una ricerca dal titolo: “UNA DISCIPLINA ALLA PROVA” che raccoglie la “Quarta indagine nazionale sull’IRC a trent’anni dalla revisione del Concordato”. La presentazione del volume si terrà il 17 gennaio 2017 presso il palazzo del Vicariato di Roma.
In allegato, l’invito alla presentazione.
 

 
editore |13.01.2017
GENTE NELLE SALE CINEMA

Si espandono le frontiere digitali della comunicazione. Il Web diventa sempre più anche per le sale della comunità lo strumento ideale per informare, condividere contenuti e organizzare incontri sul territorio delle diocesi. «Gli interessi culturali delle persone – spiega don Adriano Bianchi, presidente dell’Associazione cattolica esercenti cinema (Acec), da meno di un mese alla guida anche della Federazione italiana stampa cattolica (Fisc) – deve trovare una corrispondente proposta significativa nelle nostre sale della comunità.


Per questo la comunicazione digitale richiede da parte nostra un’attenzione sulla formazione delle persone che animano e lavorano nelle nostre realtà. Moltissime sale hanno risposto a questo bisogno comunicativo creando siti, pagine Facebook e profili Twitter. I nostri sono luoghi di proposta dove si intercetta una serie di persone che non sono immediatamente vicine al contesto ecclesiale. L’anima della sala della comunità è quella di essere una soglia, 'un complemento del tempio', come diceva San Giovanni Paolo II».


L’importanza di essere aggiornati sull’uso dei nuovi media digitali, social e app non nasce però «dalla preoccupazione di essere efficaci come istituzione o come parrocchia», sottolinea don Davide Milani, presidente dell’Ente dello Spettacolo e responsabile della comunicazione in diocesi di Milano.


«Quello che ci sta a cuore è rendere consapevoli adulti, educatori e ragazzi rispetto alla potenza, alle opportunità e ai rischi della comunicazione digitale. Ci sono infatti due fenomeni che nascono: il tecnicismo esagerato che porta ad affidarsi ai media digitali come unica soluzione a ogni problema, senza riflessione critica, senza applicare opportuni criteri di prudenza d’uso. Il secondo e opposto fenomeno è il tecnoscetticismo, tipico di chi non conosce gli strumenti e li critica. La scelta di una parrocchia, di una sala o di una comunità di non utilizzare i media digitali mina la comunicazione all’esterno e priva di un necessario contributo che la comunità cristiana può dare». «Le iniziative delle sale di comunità – aggiunge Bianchi – partono dalla musica, dal cinema e dal teatro per comunicare contenuti e riflessioni che rispondono ai bisogni culturali reali». Un esempio chiaro è «il cineforum che, prendendo spunto dall’esortazione apostolica Amoris laetitia, affronta le questioni legate alla famiglia. Supportate da una giusta comunicazione in tutti i canali digitali, le nostre proposte culturali possono raggiungere un pubblico vasto. Siamo chiamati a essere una piazza frequentata dalle persone che comunicano nelle reti sociali, così come occorre esserci nei luoghi digitali che le persone frequentano abitualmente ». «L’azione della diocesi di Milano per la formazione degli animatori – sottolinea Milani – è far crescere consapevolezza per insegnare a leggere e scrivere in digitale, non tanto per creare una tecno-abilità ma per diffondere una giusta alfabetizzazione digitale. La nostra prima domanda è: qual è l’obiettivo? La risposta, nella formazione alla comunicazione digitale è comunicare la bellezza di questa esperienza. Negli anni abbiamo lavorato per modellare la figura del responsabile parrocchiale della comunicazione, nel 2017 affronteremo casi concreti di comunicazione in parrocchia. Quello che ci interessa è 'alimentare il fuoco', acceso dai bisogni educativi e dalla conseguente comunicazione».


da Avvenire del 10 gennaio 2017, pag. 18

 
Messaggio per la pace - Papa Francesco |19.12.2016
Pace

È stato pubblicato il Messaggio di Papa Francesco per la 50ª Giornata della Pace (1° gennaio 2017). Il titolo “La nonviolenza: stile di una politica per la pace” riassume efficacemente il contenuto del testo in cui il Papa ha voluto rimarcare che in un mondo “frantumato”, preda di “una terribile guerra mondiale a pezzi” portata avanti dai “signori della guerra”, la nonviolenza per i cristiani non è un optional, ma l’unica “cura”, come ci ha insegnato Gesù. 


Testimoni e Vangelo. Gli esempi da seguire, indica Francesco, sono prima di tutto declinati al femminile, laddove le donne sono testimoni preziose di “nonviolenza attiva”: come madre Teresa, “icona dei  nostri tempi”, e Leymah Gbowee, attivista liberiana che ha portato agli accordi di pace del 2003. Nel suo appello, il Papa cita il primo Messaggio per la Giornata mondiale della pace, in cui il beato Paolo VI – sulla scia di San Giovanni XXIII nella Pacem in Terris – usò “parole inequivocabili” per rivolgersi “a tutti i popoli, non solo ai cattolici” ed affermare che “la pace è l’unica e vera linea dell’umano progresso, non le tensioni di ambiziosi nazionalismi, non le conquiste violente, non le repressioni apportatrici di falso ordine civile”. Nello stesso spirito Francesco cita Benedetto XVI, per ribadire, con le parole del suo predecessore,  che “il Vangelo dell’amate i vostri nemici” è “la magna charta della nonviolenza cristiana”. Ma non dimentica le altre confessioni, sottolineando che “Nessuna religione è terrorista” e che “Mai il nome di Dio può giustificare la violenza” perché “Solo la pace è santa, non la guerra!”. 


Scuola di pace. Ma dove si coltivano i semi della pace e della nonviolenza? In famiglia, dice il Papa, e ricorda l’”Amoris Laetitia” per ribadire che “le politiche di nonviolenza devono cominciare tra le mura di casa per poi diffondersi all’intera famiglia umana”. Infine, il richiamo al “Discorso della montagna”, che è “anche un programma e una sfida per i leader politici e religiosi, per i responsabili delle istituzioni internazionali e i dirigenti delle imprese e dei media di tutto il mondo”. “Operare” con lo stile delle Beatitudini “significa scegliere la solidarietà come stile per fare la storia e costruire l’amicizia sociale”. “La Chiesa Cattolica accompagnerà ogni tentativo di costruzione della pace anche attraverso la nonviolenza attiva e creativa”, assicura Francesco.


Appuntamenti. Tra i primi segni messi in campo, sulla scia del Messaggio di Francesco il 31 dicembre si svolgerà la 49ª Marcia nazionale per la pace, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, Caritas Italiana, Pax Christi, Azione Cattolica Italiana, organizzata dalla diocesi di Bologna. Il 1° gennaio 2017 nascerà invece in Vaticano il nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

 
Online il sussidio per l'Avvento-Natale |17.12.2016
Natale

“I segnali che provengono dal mondo potrebbero scoraggiare: che cosa è la celebrazione liturgica – proposta debole e fragile, affidata alla recezione e alla buona volontà degli uomini – in confronto ai conflitti, alle tensioni, alle guerre che serpeggiano e sembrano sul punto di esplodere? In realtà non si tratta di un tempo debole, anche se viene espresso con sobrietà particolare dalla liturgia. È un tempo forte di preparazione e di avvio, che invita a iniziare un nuovo percorso, settimana per settimana, verso il compimento di quella era nuova della storia umana cominciata con il Natale del Signore, che celebreremo nella festa e nella gioia.”
Così Mons. Galantino introduce il Sussidio per l’Avvento e il Natale 2016, curato dall’Ufficio Liturgico Nazionale e disponibile online. Filo conduttore un versetto di Isaia: «Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci» (Is 2,4).
“Un annuncio inaudito apre la Liturgia della Parola della prima domenica di Avvento” – prosegue il Segretario Generale nell’introduzione al Sussidio. “Una profezia che scuote le coscienze, che ha il coraggio di vedere la luce dove altri identificano solo tenebra e non senso”.
“Se noi andiamo verso il Signore, – aggiunge Galantino – in realtà è il suo venire che ci smuove dall’immobilismo e rimette in moto energie sopite, ci libera da stanchezze e pigrizie. Un rinnovato incontro con lui può dar vita a un nuovo segmento del nostro vivere, che dia uno spazio più generoso a Colui che viene”.
“L’auspicio – conclude il Vescovo – è che il Sussidio, in continuità dinamica con il Convegno ecclesiale di Firenze, in piena sintonia con il Magistero di Papa Francesco (fatto di gesti e parole assai eloquenti che ci interpellano) possa favorire nelle comunità cristiane una fruttuosa accoglienza dell’unico Dono, capace di trasfigurare la nostra umanità e di liberare un’esistenza troppo angustiata dalle nostre preoccupazioni, per entrare in un tempo nuovo, gioioso nel ringraziamento e lieto nella comunione”.

 
editore |14.12.2016
[CP - 156]  FC/SERVIZI/PAGINE ... 51 - 18/12/1

Oltre 30mila le cartoline d’auguri consegnate a papa Francesco grazie all’iniziativa promossa dal Gruppo Editoriale San Paolo 
Numerosi i messaggi raccolti per gli 80 anni del Pontefice e consegnati direttamente al Santo Padre dai vertici del Gruppo Editoriale San Paolo. Il Dispensario di Santa Marta ha ricevuto una significativa donazione frutto del coinvolgimento dei lettori e del Gruppo. In edicola da domani su “Famiglia Cristiana” e “Credere” ampi servizi dedicati al compleanno del Papa e un supplemento speciale intitolato “Il Papa di tutti”.
 
Milano, 14 dicembre 2016 – In occasione dell’ottantesimo compleanno di papa Francesco che si festeggerà  sabato 17 dicembre, i vertici del Gruppo Editoriale San Paolo sono stati ricevuti in Vaticano dal Santo Padre, in udienza privata, per consegnargli personalmente le oltre 30mila cartoline d’auguri scritte dai lettori delle testate e dei libri della casa editrice. Una dimostrazione d’affetto popolare che ha visibilmente emozionato il Papa, commosso soprattutto dai numerosi disegni e messaggi di amore scritti dai bambini.
L’iniziativa editoriale, che ha coinvolto sia i periodici che le librerie del Gruppo San Paolo tra i mesi di ottobre e novembre, si è anche contraddistinta per la donazione a favore del Dispensario Pediatrico Santa Marta in Vaticano, particolarmente caro al Santo Padre. Alla struttura sanitaria, che offre assistenza pediatrica gratuita alle famiglie in difficoltà, è stata consegnata una cospicua donazione grazie all’impegno generoso di tanti lettori e del Gruppo. L’iniziativa benefica, proseguirà anche nelle prossime settimane permettendo, ai lettori che non lo avessero ancora fatto, di continuare con le donazioni.
«Ringrazio di cuore i lettori delle riviste paoline per i messaggi di auguri e benedico tutti» - ha commentato il Papa- «L’amore concreto, non solo a parole, è la cosa più bella» - ha concluso il Santo Padre durante l’incontro con i vertici del Gruppo Editoriale San Paolo.
Per celebrare il compleanno del Papa, Famiglia Cristiana e Credere, in edicola da domani, propongono servizi e approfondimenti che raccontano l’evento. A disposizione dei lettori anche un supplemento, che ripercorre la vita del Pontefice, intitolato Il Papa di tutti.
 
 




 
Il Gruppo Editoriale San Paolo La Società San Paolo è una Congregazione religiosa fondata nel 1914 in Italia ad Alba dal beato Don Giacomo Alberione. I membri della Società San Paolo, conosciuti come Paolini, operano in 32 nazioni. La loro molteplice attività riguarda: editoria libraria, giornalistica, cinematografica, musicale, televisiva, radiofonica, multimediale, telematica; centri di studio, ricerca, formazione, animazione. Il marchio che caratterizza tutti i prodotti e le attività dei Paolini rappresenta efficacemente la dinamica della loro presenza.

 
Roma – UPS 03 dicembre 2016
Seminario di Studio sull’Insegnamento della Religione |11.12.2016
IMG_0882

Da oggi puoi scaricare gli interventi del seminario


(li trovi al termine dell'articolo)


Nella mattinata di sabato 3 dicembre nella Sala “G. Quadrio” si è svolto il Seminario di Studio che l’Istituto di Catechetica dedica all’Insegnamento della Religione Cattolica. I lavori si sono sviluppati, secondo un metodo ormai collaudato, in due sessioni: la prima dedicata all’ascolto delle relazioni, la seconda intesa come spazio di approfondimento e confronto tra i partecipanti. Esperti, ricercatori, docenti (venticinque in tutto, giacché il livello dell’iniziativa prevede la partecipazione dietro “invito”) hanno fornito ampio e interessante materiale di riflessione, attraverso il dibattito in aula e il testo scritto di comunicazioni, confluite in un sussidio di ben settanta pagine.


Il tema del Seminario Cittadinanza e articolazione dei valori nell’educazione e nell’IRC, è stato sviluppato grazie all’intervento del Prof. J.L. Moral: Cittadinanza e articolazione dei valori nell’educazione e nell’IRC. Vita, conoscenza e comprensione nelle società democratiche e del Prof. F. Pajer: Educazione alla cittadinanza e istruzione religiosa in Europa: una coabitazione strategica nel tempo della pluralità.


Il primo ha evidenziato le traiettorie del cambio culturale, che coinvolge anche la scuola, indicando criteri interpretativi ed esigenze educative. Educare è diventare competenti ad affrontare le sfide della vita e di questa interpretata secondo categorie adeguate. Poiché una sfida decisiva oggi è rappresentata dal “convivere”, è necessario trovare dei principi necessari e sufficienti di convivenza e soprattutto un nuovo perno educativo, che può essere individuato proprio nella “cittadinanza”.


Il secondo ha chiarito i limiti semantici del binomio cittadinanza-religione e la differenza tra “pluralità” e “pluralismo”. Ha poi ampliato il discorso con un ampio sguardo su come i sistemi d’istruzione europei coniughino il binomio, attraverso l’attivazione di modelli di educazione religiosa differenti nella fondazione teorica, nella giustificazione istituzionale e nella realizzazione didattica. Sei temi, presentati come “punti di approdo” e insieme come “questioni aperte” hanno dato la dimensione dell’ampiezza dei problemi che caratterizzano l’istruzione religiosa in Europa e degli spazi di confronto che richiedono come sempre un approfondimento competente ed una presenza attiva nelle sedi scolastiche, accademiche ed istituzionali.


Invito a procedere nello studio e nelle iniziative formative è stato rivolto dal Prof. Mauro Mantovani, Rettor Magnifico della nostra Università, che nel suo indirizzo di saluto in apertura dei lavori ha espresso l’apprezzamento e la considerazione della Comunità accademica per la scelta dei temi, il livello delle persone coinvolte e la qualità delle iniziative che l’Istituto di Catechetica propone nel campo dell’educazione religiosa e dell’insegnamento della religione.


Infatti il Seminario rientra nella progettazione per l’IRC realizzata dall’Istituto nel triennio 2014-2017 ed è pertanto il momento preparatorio di un cammino formativo offerto agli insegnanti di religione italiani, che si concretizzerà in un Convegno su: Religione e cittadinanza attiva, il 18-19 marzo 2017 e in un Corso residenziale dal tema: Cittadinanza, valori ed IRC: progetto ed itinerari educativi, dal 2 all’8 luglio 2017.


Giampaolo Usai


Roma, 04/12/2016


 


Qualche foto dell'evento:






 


RELAZIONI DEL SEMINARIO:


LIBRETTO_SEMINARIO_IRC_ICA 3.12.2016

 

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

 

«ICA»: chi siamo? Newsletter La redazione