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ICA |28.06.2016
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Editoriale  «Ricadute catechetiche dal Convegno di Firenze»


L’impegno per l’educazione religiosa e per la catechesi è un elemento essenziale per il carisma salesiano, un’eredità che proviene dallo stesso fondatore don Bosco.


Tale impegno è stato assunto anche dall’Istituto di Catechetica (ICA), che da oltre sessant’anni si è dedicato alla formazione di docenti e quadri dirigenti presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione (FSE) dell’Università Pontificia Salesiana di Roma.


La collocazione dell’ICA nella FSE ne fa un unicum nel panorama catechetico internazio- nale e la sua scuola di pensiero è conosciuta e stimata per l’autorevolezza dei grandi nomi dei salesiani che ne hanno fatto parte nel corso del tempo. Sono numerosi gli ex allievi che, sparsi per il mondo, condividono il bagaglio di conoscenze e competenze acquisite negli anni di studio romani e divulgano ovunque l’attenzione alla catechesi con la sensibilità pedagogica tipica di quest’istituzione.


Tra gli strumenti di cui si è dotato l’ICA, uno che sta progressivamente affermandosi è il sito online conosciuto come «Rivista di Pedagogia Religiosa» (www.rivistadipedagogiareligiosa.it): nata nel 2001 e rivolta inizialmente ai docenti di religione, nel 2012 si trasforma nell’organo centrale di espressione dell’ICA. Il sito è composto di cinque sezioni principali: Catechesi, Docu- menti, Formazione, IRC, Giovani, ed è corredato di diversi box contenenti molteplici informazioni che riguardano l’area dell’Educazione Religiosa e della Catechesi.



In occasione del Sessantesimo dalla sua nascita, l’ICA ha voluto potenziare la sua offerta digitale: dapprima ha inserito online la nota raccolta Annale di catechetica, che ha l’obiettivo di offrire periodicamente una rassegna dei più significativi studi di catechetica e pedagogia religiosa a livello internazionale, e poi ha creato un nuovo sito-Web, l’OCI (Osservatorio Catechetico Inter- nazionale), un’attività di alta ricerca che si pone l’obiettivo di un monitoraggio permanente della produzione catechetica e catechistica mondiale.


La scelta più recente è quella di dar vita a un vero e proprio periodico online. Dopo una prolungata fase di studio, quella che era solo una scommessa è ora realtà: siamo lieti di presen- tarvi il primo numero della rivista «Catechetica ed Educazione», titolo scelto per indicare l’og- getto specifico della ricerca e la prospettiva che la caratterizza, quella educativa, secondo la tra- dizione dell’ICA. Il sostegno di numerosi professionisti e amici ci incoraggia a intraprendere l’opera, che avrà una cadenza quadrimestrale con attenzione specifica agli ambiti della pedago- gia religiosa e catechetica.


 Il primo numero presenta una riflessione sul V Convegno Ecclesiale Nazionale (Firenze, 9-13 novembre 2015) che costituisce una tappa estremamente significativa della storia della Chiesa italiana, ma ancora tutta da decifrare nelle sue ricadute ecclesiali e pastorali. Nel momento in cui si cominciano a tirare le somme e si ipotizzano nuovi scenari e strategie, riteniamo importante non far mancare una parola di commento anche da parte nostra.


Nel primo contributo, il pedagogista Carlo Nanni delinea i tratti essenziali del clima cultu- rale odierno, segnato dalla complessità e dal pluralismo, in cui si sviluppa oggi l’impegno educa- tivo. I tre studi successivi toccano direttamente il Convegno ecclesiale: il catecheta Antonino Ro- mano traccia un bilancio intermedio dell’attività educativa promossa nell’attuale decennio dalla Chiesa italiana; il pastoralista José Luis Moral offre un’acuta riflessione sul tema centrale del con- vegno: l’umanesimo; mentre il catecheta Salvatore Currò riflette sulle nuove sensibilità comuni- cative rese necessarie dalla piena accoglienza del discorso del Papa. Un ulteriore apporto di ri- flessione è dato dal catecheta Cesare Bissoli che, dalla posizione privilegiata di partecipante all’evento, fornisce alcuni punti di riferimento per una catechesi che voglia valorizzare le indica- zioni generali del Convegno fiorentino. Chiude la serie di articoli una rassegna bibliografica, cu- rata da Ubaldo Montisci, che mostra l’attenzione data dalla stampa all’iniziativa ecclesiale.


L’augurio è che le riflessioni riportate in queste pagine possano contribuire fattivamente a quel “mettersi in gioco” della Chiesa italiana – come ha auspicato il card. Bagnasco – «in un impegno di conversione per individuare le parole più efficaci e i gesti più autentici con cui portare il Vangelo agli uomini di oggi».


 


I MEMBRI DELL’ISTITUTO  DI CATECHETICA


catechetica@unisal.it


Per scaricare il primo numero in formato pdf entra nel banner: "RIVISTA DI CATECHETICA ED EDUCAZIONE" dalla home della rivista 


 
Istituto di Catechetica |01.07.2016
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Nell’ambito della ricorrenza del 60° Anniversario di fondazione l’Istituto di Catechetica della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontifica Salesiana rinnova la sua proposta formativa in Catechetica.


È un servizio che portiamo avanti da sei decenni nel solco di una ricca tradizione pedagogica ed una estensione internazionale.


La proposta comprende due Curricoli biennali in Catechetica, quello ordinario rinnovato e un nuovo curricolo in “Catechetica e Comunicazione” (attivato al momento tramite un progetto sperimentale).


Il ciclo di Licenza con specializzazione in Catechetica intende preparare persone competenti, capaci di operare negli ambiti del primo annuncio e della catechesi nella comunità. In particolare, il curricolo si articola in percorsi per la preparazione di quadri dirigenti in settori specifici dell’attività ecclesiale.


Il curricolo di Licenza con specializzazione in “Catechetica e Comunicazione” intende preparare catecheti competenti in comunicazione con finalità educativa. Questo curricolo ha la particolarità di concentrare la frequenza alle lezioni in due sole giornate settimanali e in alcune settimane intensive, per venire incontro alla richiesta di unire lo studio con la pratica pastorale.


L’originale collocazione dei percorsi di Licenza nella Facoltà di Scienze dell’Educazione (FSE) è una delle note fondamentali d’identità della nostra Università Pontificia Salesiana. Ne consegue che sono ammessi al ciclo di Licenza gli studenti in possesso del titolo di Baccalaureato in Scienze dell’Educazione – indirizzo in Catechetica – oppure di un titolo che il Consiglio della FSE, anche tenendo conto di eventuali debiti formativi, consideri equivalente.


Questa seconda opzione offre numerose opportunità e deriva dalla volontà fattiva della FSE di mettersi al servizio delle esigenze delle Diocesi, che intendono qualificare i propri presbiteri o laici collaboratori.


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Depliant


 


 

 
editore |01.07.2016
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Nell’ambito della ricorrenza del 60° Anniversario di fondazione l’Istituto di Catechetica della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontifica Salesiana rinnova la sua proposta formativa in Catechetica.


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editore |28.06.2016
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Se si accosta l’Evangelii gaudium, nel suo complesso, con uno sguardo attento, si scopre che l’intenzionalità educativa percorre l’intero documento e costituisce un filo rosso indispensabile per cogliere il modo in cui papa Francesco intende l’annuncio del Vangelo nel mondo attuale. I testi raccolti di seguito ne sono una conferma: la Chiesa che annuncia il […]










Se si accosta l’Evangelii gaudium, nel suo complesso, con uno sguardo attento, si scopre che l’intenzionalità educativa percorre l’intero documento e costituisce un filo rosso indispensabile per cogliere il modo in cui papa Francesco intende l’annuncio del Vangelo nel mondo attuale. I testi raccolti di seguito ne sono una conferma: la Chiesa che annuncia il Vangelo ha i tratti caratteristici dell’educatore che accompagna in un percorso di maturazione, adopera un linguaggio materno, intende “risvegliare la fiducia, l’apertura e la disposizione a crescere” (n. 172).


L’educazione non è trattata in modo specifico, ma costituisce una chiave di lettura essenziale della missione evangelizzatrice. Il taglio educativo compenetra l’intero discorso del Papa. Basti soffermarsi sulle pagine dedicate allo stile dell’evangelizzatore per coglierne il profilo educativo. Per Francesco l’annunciatore del Vangelo è prima di tutto un accompagnatore dei processi di vita delle persone. A chi trasmette la fede, infatti, egli chiede la capacità di andare all’essenziale del messaggio per farlo entrare in un autentico dialogo di vita. Un dialogo in cui prende forma una relazione di crescita reciproca, in quanto “è molto di più che la comunicazione di una verità... È un bene che non consiste in cose, ma nelle stesse persone che scambievolmente si donano nel dialogo” (n. 142).


 ALLEGATI







 
11 giugno 2016 - Convegno Catechesi DISABILI
editore |15.06.2016
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editore |11.06.2016
Senza titolo

LE BRETON David e MARCELLI Daniel (Sotto la direzione), Dizionario dell’adolescenza e della giovinezza, Las, Roma 2016, pp. 908.


• Questo Dizionario dell’adolescenza e della giovinezza mediante la sua duplice denominazione e i due co-direttori di pubblicazione, l’uno sociologo, l’altro medico psichiatra, intende restituire l’indispensabile pluralità di sguardi su un «oggetto» che non è meno unico: una persona umana che, abbandonando l’infanzia, è invitata a prendere il proprio posto di adulto.


• Se la «giovinezza» fu una delle prime classi di età ad essere percepita in quanto tale dai primi lavori dei sociologi e degli storici, l’adolescenza, a motivo dalla sua stessa etimologia, fu inizialmente connessa con la pubertà e con la crescita e, di conseguenza, al campo medico-psicologico. Questa tensione tra il sociale/societario e il particolare/individuale viene sentita in modo acuto quando si affronta questa fascia di età. Età dei paradossi, questi giovani e questi adolescenti sconvolgono le abitudini, contestano i limiti, favorendo i tempi dei confronti e degli incontri.


• Grazie alla collaborazione di numerosi specialisti, sociologi, psichiatri, psicanalisti, storici, giuristi, filosofi, ecc., quest’opera propone un panorama il più completo possibile delle problematiche e delle sfide centrate su questo periodo della vita, sia dal punto di vista individuale e familiare che sociale.

 
Disuguaglianze, Giustizia, Equità nel contesto globale
XI CONVEGNO AIS - Verona 10-12 novembre 2016 |19.05.2016
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La sessione intende esplorare, alla luce del più recente dibattito teorico e delle evidenze empiriche a livello internazionale e nazionale, come la dimensione di genere si intrecci con quella religiosa, intervenendo nella definizione identitaria, nei processi di inclusione (o esclusione) delle donne e degli uomini sia nei diversi ambiti delle società nazionali sia al livello globale. L’uso delle categorie analitiche dei «generi» e delle «sessualità» impongono una revisione profonda dal punto di vista storico, teorico e critico dei rapporti tra società e religione anche a seguito dei recenti flussi migratori che sollecitano le ricercatrici e i ricercatori ad interrogarsi sulle diverse esperienze religiose diasporiche che si incontrano, negoziano e si rielaborano nello spazio europeo.

 
Disuguaglianze, Giustizia, Equità nel contesto globale
XI Convegno AIS - Verona 10-12 novembre 2016 |19.05.2016
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Il workshop intende esplorare, nello scenario europeo e nella società italiana, come la variabile “diversità religiosa” intervenga nei diversi contesti educativi (dalla famiglia alla scuola, dall’associazionismo ai media, ecc.), alla luce del più recente dibattito teorico e delle evidenze empiriche.


Si segnalano alcuni interrogativi per orientare la discussione: Quale ruolo svolge l’educazione religiosa nella più ampia educazione alla cittadinanza? Quale tutela per il pluralismo religioso nelle istituzioni scolastico-formative oggi? Che lezione apprendere dalla consolidata esperienza di progetti educativi di dialogo interculturale e interreligioso?


Quale il ruolo svolto dall’associazionismo nei processi di socializzazione religiosa? In che modo si intrecciano identità etniche e appartenenze religiose nelle nuove generazioni? Quale relazioni dei diversi contesti educativi con l’Islam?


VISUALIZZA DEPLIANT:


La dimensione religiosa nei processi educativi. Le sfide del pluralismo tra indifferenza e riconoscimento


 

 
XII FESTIVAL BIBLICO |16.05.2016
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Cos'è il Festival
Il Festival Biblico ha l’obiettivo di far risuonare le Scritture attraverso diversi linguaggi, nei luoghi frequentati dalle persone.

Ha il compito di attualizzare le Scritture per tradurle nella vita quotidiana. È un laboratorio culturale che si rivolge a tutti.

 

Una rassegna dove cultura e spiritualità si fondono

Il Festival Biblico "traduce” la Bibbia attraverso performance artistico-musicali, conversazioni e approfondimenti, mostre e installazioni, anche seguendo canoni non convenzionali e mirando ad avvicinare l’uomo alle Scritture – a prescindere dal proprio credo – per destare le coscienze e provocare un dibattito improntato al bene comune.

È un’esperienza che parla di emozioni, scambio, riflessioni, intenti e relazioni. Che parla di uomini e di Scritture e di quell’incontro tra loro che porta alla ricerca profonda di senso, ai quesiti fondamentali della vita.

La rassegna è articolata nei luoghi di incontro della gente (piazze, strade, chiese, musei…), per coinvolgere un numero sempre più ampio di famiglie, giovani, imprese, istituzioni, comunità religiose e non, organizzazioni culturali, e per generare impatti socioculturali positivi nella società, riportando una traduzione del messaggio biblico aperta e attuale.

 

Un progetto culturale diffuso

Cuore dell’evento è Vicenza, città che ha dato vita all’intero percorso e partecipa con il suo centro storico e con molte sedi della diocesi: Arzignano, Bassano del Grappa, Caldogno, Chiampo, Isola Vicentina, Marola, Montecchio Maggiore, Nove, Piazzola sul Brenta, Quinto Vicentino, San Pietro in Gu, Schio e Valdagno.

Dal 2005 a oggi l’esperienza si è estesa alle città di Verona, Padova, Rovigo e Trento. Un allargamento naturale di ciò che si caratterizza, ogni anno di più, come un evento generativo: di pensiero, di relazioni e di cammino di comunità.

A livello mediatico, la rassegna è diventata da tempo un festival di respiro nazionale molto seguito.

Centinaia di soggetti (religiosi, culturali, imprenditoriali, istituzionali e dei media) trovano nel Festival un denominatore comune di valori, interrogante e coinvolgente, aperto e dialogante, capace di attrarre le positività, le competenze, i talenti e le saggezze che persone di buona volontà mettono a disposizione per divenire comunità, nell’essere e nell’agire.

 

Un Festival che si rivolge a tutti

Adulti e bambini. Studiosi e inesperti. Credenti e non credenti. Che la scoperta della Bibbia avvenga per fede oppure per curiosità, magari per il gusto del bello espresso nell'arte sacra o attratti dal gioco, l'importante è che l'uomo di oggi incontri il Libro che, pur affondando le sue radici lontano dal nostro tempo, rimane tuttavia Parola viva e interpellante.

A quanti si lasciano incuriosire e coinvolgere, il Festival offre la possibilità di confrontarsi con una sinfonia di libri nei quali le microstorie personali e collettive si intrecciano con la storia della salvezza fra Dio e l'umanità. Se è vero che ogni libro assomiglia a uno specchio dell'anima nel quale l'uomo viene rivelato a se stesso, tanto più la lettura della Bibbia può aiutare a ri-trovarsi fin nella profondità della propria interiorità. Arricchisce culturalmente, certo, ma può trasformarsi in una occasione di cambiamento personale. Improvviso e sorprendente.

 


Tema 2016

 


«Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono.»
(Giovanni Paolo II)

 

Ogni anno il Festival sceglie un tema significativo del sentire comune, di un’esigenza valoriale e di discussione forte. Ogni edizione è un nuovo viaggio, diverso dai precedenti. Ecco il tema che animerà la XII edizione del Festival Biblico:


Giustizia e Pace si baceranno
Il titolo scelto per l’edizione 2016 è estratto dal Salmo 85,11 ‘Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno’. Un tema che, attraverso la figura-icona di San Francesco, patrono dell’ecologia ma anche paladino di sentieri di pace, prosegue idealmente il cammino della scorsa edizione sul tema ambiente e cura, e si inserisce nella riflessione dell’anno giubilare.
La Pace – intesa non solo come assenza di guerra – è la più grande questione del nostro tempo. Essa è anche giustizia e dignità umana e passa attraverso la misericordia, che è amore gratuito offerto a chi ha sbagliato. Da questo parte la riflessione del Festival Biblico sulla pace come bene comune fondamentale: la Pace colta nei suoi paradossi, all’interno delle emergenze contemporanee e delle conflittualità sociali, nelle crisi personali e, infine, attraverso la misericordia, come atteggiamento in grado di suscitare la pace nell’intreccio di giustizia e perdono.


Emergono così un polo personale e uno sociale e politico, che definiscono la pace come questione locale e globale, individuale e psicologica, presente e futura con attenzione alla memoria della pace ferita. Lo specifico della pace biblica è l’aspetto personale integrale, ma le pagine della Scrittura fanno emergere anche l’altra polarità fondamentale, cioè la pace come dono di Dio, che l’uomo da sé non può ottenere totalmente. La pace si definisce come un compito sempre a venire. Inoltre le pagine bibliche fanno emergere, soprattutto nelle vicende dei profeti e dello stesso Gesù, il paradosso di una pace per cui bisogna lottare.

 

Le città

Ognuna delle città partecipanti si distingue per un proprio carattere e approccio al tema:
Verona, l’originalità. Dalla mongolfiera adorna di disegni alla Bibbia letta durante una gita in canoa sull’Adige. La Diocesi di Verona declina il tema della rassegna in eventi che riescono a far incontrare le Scritture in modo originale e divertente. Nel cuore della città, durante la manifestazione, alcuni ristoranti ospitano sapori e aromi dell’Antico e Nuovo Testamento, realizzando varianti di "Piatto Biblico”, pietanza preparata secondo le tradizioni culinarie locali.
Padova, il futuro. Bambini, tecnologie e nuovi scenari. La diocesi di Padova privilegia convegni internazionali, nuove tecnologie e eventi per bambini. Un connubio che la pone sempre con uno sguardo avanti a cui sa affiancare grandi eventi di musica e di teatro.
Rovigo, il dialogo. Scienza, fede, ecumenismo, teatro sono alcuni tra i linguaggi attivati a Rovigo, per un'alchimia che privilegia contaminazioni, aggregazione sociale e sorpresa in una città dalle mille potenzialità.
Trento, le arti. Ultima arrivata nel progetto, Trento ha scelto l’esperienza Festival Biblico per allargare i propri confini culturali regionali e lo ha fatto puntando su eventi di qualità che uniscono riflessioni profonde alle arti, cinema e teatro.

 




 

ARTICOLI CORRELATI:


IL FESTIVAL BIBLICO 2016 NEL SEGNO DI SAN FRANCESCO




“Giustizia e pace si baceranno”: è questo il tema scelto per la XII edizione del Festival Biblico, la rassegna culturale sulle Scritture promossa dalla Diocesi di Vicenza e dalla Società San Paolo. 


Dal 19 al 29 maggio 2016, i palazzi, le piazze e le vie di Vicenza, Padova, Verona, Rovigo e Trento, si animeranno, a partire dai molteplici significati della Bibbia. «Il titolo della XII edizione è estratto dal Salmo 85,11 “Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno”, che ci piace molto – spiegano i presidenti, don Roberto Tommasi e don Ampelio Crema –. A fare da collante ideale tra l’edizione di quest’anno e la precedente, è la figura di Francesco d’Assisi, patrono dell’ecologia, ma anche paladino di sentieri di pace. Questo tema ci sembrava il successore perfetto di quello dello scorso anno e la pace, intesa non solo come assenza di guerra, è la più grande questione del nostro tempo».  


A questo proposito, il Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani, il Centro di Ateneo per i diritti umani e la Cattedra Unesco diritti umani, democrazia e pace dell'Università di Padova, e la Rete della PerugiAssisi, sono da tempo impegnati nella campagna per il riconoscimento internazionale del diritto alla pace come diritto umano fondamentale, condizione necessaria per tutti gli altri diritti umani. 
«Se c’è la pace - continua don Crema -, c’è possibilità di vita buona per tutti. Se non c’è, non c’è possibilità di vita buona per nessuno. La pace è anche giustizia e dignità umana e passa attraverso la misericordia, che è amore gratuito che viene offerto a chi ha sbagliato, tra l’altro al centro dell’anno giubilare indetto da papa Francesco. Siamo consapevoli che la pace è un affare impegnativo e forse anche un po’ rischioso, ma compito delle Sacre Scritture è anche quello di indurre noi tutti a profonde riflessioni». 


Il Festival Biblico 2016 intende offrire una lettura del tema della pace che tenga insieme i vari aspetti nelle diverse forme: bibliche, esegetiche, antropologiche, letterarie, artistiche, musicali e archeologiche indagando, attraverso cinque percorsi culturali, non solo l’aspetto più scontato, quello socio-politico, ma cercando di far emergere questioni locali e globali, individuali e psicologiche, presenti e future, con attenzione alla memoria della pace ferita e a testimonianze importanti. I percorsi sono cinque: Esegesi, teologia e percorsi biblici (Pace come dono/compito); Uomo e società (Pace, giustizia, perdono); Spettacoli e arti (Armonie e caos); Guerre e pace (Testimoni di pace); Luoghi della memoria (Pace in cammino).  





XVII Domenica tempo ordinario

 

  

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